Ragusa domenica 5 settembre 2010

Legacoop Informa

venerdì 17 luglio 2009

DIAMO UNA MANO AL FUTURO

Analisi di Pino Occhipinti sull'importanza di Legacoop nel contesto socio-economico nazionale e locale.

Le imprese cooperative italiane, nel 2008, rappresentavano il 6,2% degli occupati italiani ed un fatturato di 110 miliardi di euro pari ad oltre il 5% del PIL. Tutta la cooperazione italiana è composta da più di 60 mila cooperative attive,(1,26% delle imprese italiane) 1.056.000 occupati pari al 6,2% degli occupati italiani, un giro d’affari ( valore della produzione) di 110 miliardi di euro, con un numero di soci impegnati di oltre 10 milioni di cui 2 milioni soci imprenditori. La cooperazione aderente a Legacoop è formata da oltre 15.000 associate, 8,5 milioni di soci, quasi 500.000 occupati con un giro d’affari pari al 45% del complessivo di tutta la cooperazione. Insomma, la cooperazione non può essere considerata un pezzo di economia marginale, ma al contrario, una componente importante dell’economia italiana. Legacoop in provincia di Ragusa con un fatturato di oltre 300 milioni di Euro, rappresenta il 6% del PIL totale collocandosi al di sopra del dato nazionale. La peculiarità delle cooperative aderenti a Legacoop sta nel fatto che operano in quasi tutti i settori economici e sociali della nostra società ed infatti abbiamo particolari eccellenze nel settore agricolo e zootecnico, nel consumo e nel dettaglio, nei servizi sociali, nelle costruzioni, nel settore abitativo, nei servizi vari, nelle manutenzioni e cura del verde, nel settore creditizio. Da ciò si evince l’importanza che il movimento cooperativo ricopre nello sviluppo socio economico del nostro territorio. Sono fermamente convinto che negli scenari futuri di sviluppo sociale ed economico della Provincia di Ragusa, Legacoop, il movimento cooperativo e tutte le forme di cooperazione avranno un ruolo fondamentale, nel processo di ammodernamento, innovazione, capitalizzazione e superamento del nanismo aziendale di cui la nostra provincia è afflitta. Non spetta sicuramente a me evidenziare le esigenze di sviluppo e crescita infrastrutturale della Provincia di Ragusa, necessarie ed indispensabili ad accompagnare la crescita delle imprese, ma sicuramente, come organizzazione d’imprese, abbiamo il dovere di denunciare una inerzia progettuale ed operativa in questo contesto, che rischia di vanificare quanto di buono e virtuoso la società civile, politica ed imprenditoriale Ragusana aveva fatto e realizzato dal dopoguerra ad oggi. Infatti non è più procrastinabile la realizzazione del raddoppio della Ragusa-Catania, la realizzazione dei lotti di autostrada da Rosolini a Gela, tutti i collegamenti viari che tali possano chiamarsi verso l’aeroporto di Comiso e il porto di Pozzallo, nonché la valorizzazione del sistema viario esistente, attraverso la messa in sicurezza e la manutenzione ordinaria costante. In questo contesto è quanto mai indispensabile l’attenzione del governo nazionale allo sviluppo del mezzogiorno, utilizzando in modo appropriato i cosidetti fondi FAS e del governo regionale che ha la responsabilità di attivare i 15 miliardi di euro dei fondi strutturali 2007-2013. La crisi del settore agricolo, la diminuzione dell’estrazione petrolifera nella nostra provincia richiedono necessariamente una conversione professionale delle nostre maestranze, per cui in una società in continua evoluzione è necessario pensare a nuove , progressiste ed innovative forme di lavoro e di servizi. L’area di libero scambio del Mediterraneo ci vedrà inevitabilmente indiscussi protagonisti, con risposte, magari non immediatamente adeguate, ma sicuramente efficaci per le circostanze. Certo dovremo pensare, ideare, studiare e mettere in atto forme di servizi materiali ed immateriali, capaci di rispondere al territorio, alle imprese, ai tanti giovani che oggi stanno studiando e che domani saranno la futura classe dirigente della nostra terra. Chiediamo infine, al governo,di evitare arretramenti in settori dove l’apertura dei mercati ha determinato benefici tangibili per i cittadini (ad esempio i farmaci da banco ed i carburanti); di mantenere il sistema agevolativo per la diffusione dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili; di potenziare i servizi di assistenza all’infanzia ed agli anziani, di completare, migliorandola, la riforma dei servizi pubblici locali e di proseguire sulla strada delle privatizzazioni e delle esternalizzazioni, attivando la normativa europea ( 60 gg data fattura) in merito ai tempi di pagamento sia delle amministrazioni centrali sia di quelle locali, ( Regione, Enti Locali, Sanità) un problema che pesa gravemente sul sistema delle imprese, rispetto al quale non solo non si vedono soluzioni in grado di dare risposte in tempi brevi, ma c’è il serio rischio di implosione del sistema imprenditoriale e di pregiudizio dei servizi stessi. Il motto che a livello nazionale ci siamo dati per dire che non ci fermeremo ad aspettare la fine della crisi è “ Diamo una mano al futuro “. Noi sappiamo che i nostri comportamenti influenzeranno il futuro e perciò intendiamo continuare nell’impegno di realizzare cooperative sempre più forti e capaci di rispondere ai bisogni dei propri soci ed in questo modo partecipare attivamente e da protagonisti alla ripresa del nostro paese.


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